Per la prima volta la Casa tedesca sfonda il muro dei
100 cv che si era autoimposta. Modello di rottura questa nuova sport-tourer,
prima tappa di una futura famiglia di serie K. Il motore, profondamente
rivisto, è potente ma anche molto ben dotato quanto a coppia. Ha il cambio
a 6 marce, l'iniezione elettronica e il catalizzatore. Novità anche per
il telaio, tutto in alluminio, che monta sospensioni derivate dalla serie
R. I freni sono arricchiti dall'ABS. Per la K si apre davvero un altro mondo,
non esente però da alcuni difetti. Il prezzo è però elevato.
1.200 cc, 130 cv, gestione elettronica, 250 km/h di velocità autolimitata,
ABS, catalizzatore: difficile non pensare ad una novità del Sol Levante,
sempre più capace di stupire anche i più smaliziati motociclisti. Ma questa
volta la "bomba" su due ruote arriva dalla Germania: con la K1200RS la
BMW inizia una "Nuova Era"per la serie 4 cilindri presentata nell'ormai
lontano 1983. Se colpisce la cubatura di 1.200 cc -la più elevata nella
storia motociclistica della Casa- è la potenza il dato più significativo:
la breccia nel muro dei 100 cv è aperta senza compromessi, l'aspetto prestazionale
diviene protagonista come mai nella recente storia della BMW. Questo senza
venire meno alle consuete caratteristiche di immagine, tecnologia, affidabilità,
comfort, sicurezza, longevità dei modelli. Imponente e aggressiva, la
nuova ammiraglia non passa inosservata e la K1200RS conferisce al fortunato
proprietario una certa aurea di esclusività. L'imponenza della moto è
confermata una volta in sella: le ginocchia si inseriscono perfettamente
nelle sagome della grossa carenatura, ma sella e manubri costringono ad
una posizione "abbarbicata" intorno al voluminoso serbatoio. Le pedane
regolabili offrono la possibilità di essere alzate di 26 mm e arretrate
di 30 agendo su viti a brugola: sono comunque alte anche nella posizione
standard e fanno flettere parecchio le gambe. Per contro i semimanubri,
anch'essi regolabili longitudinalmente, risultano abbastanza distanti
e spioventi per persone di statura medio-bassa, costrette ad allungarsi
faticosamente per mantenere una salda impugnatura nelle curve strette
a bassa velocità o nelle manovre cittadine. La sella, su due piani, accoglie
confortevolmente il pilota, un po' meno il passeggero: l'altezza da terra
non pone problemi di appoggio soprattutto nella posizione ribassata. Esiste
infatti una posizione rialzata di circa 3 cm, ottenibile spostando i punti
di aggancio della sella al telaietto di sostegno: un'operazione poco agevole
che richiede un po' di pazienza. I comandi al manubrio, ristilizzati,
necessitano sempre di una certa assuefazione prima di essere maneggiati
con familiarità. Modesti i retrovisori montati sul manubrio: offrono una
discreta visuale, ma quelli integrati negli indicatori di direzione avevano
ben altro impatto estetico. Completa e leggibile la strumentazione composta
da 4 elementi circolari: oltre alle numerose spie di servizio sono presenti
l'orologio digitale e il display che indica il rapporto innestato. Il
plexigiass del cupolino è rialzabile afferrandone il bordo superiore e
tirando verso l'alto: operazione agevole anche durante la marcia a velocità
moderata anche se avremmo preferito un azionamento elettrico come quello
della R110ORT. La stampella laterale e il cavalletto centrale sono un
esempio di funzionalità: la prima si aziona comodamente anche stando in
sella, il secondo consente di issare i 275 kg della moto (a vuoto di benzina)
con facilità e minimo sforzo. Il peso è però il tasto dolente della K120ORS
soprattutto se visto nell'ottica delle dichiarate attitudini sportive:
muoverla da fermo può realmente essere un problema e incide anche nella
guida impegnata. Con la nuova accensione-iniezione Motronic viene adottata
una regolazione automatica dell'avviamento a freddo con regolazione dei
minimo: scompare così il tirante dello starter e vengono assicurati avviamenti
pronti in ogni condizione climatica. Il regime di minimo è, sorprendentemente,
poco piacevole: una sensibile rumorosità meccanica è accompagnata da qualche
fastidioso scricchiolio delle sovrastrutture in plastica, cupolino compreso.
Il motore gira subito regolarissimo con una tonalità di scarico ovattata:
la risposta all'acceleratore è immediata e come per incanto scompaiono
rumori e risonanze. Appena in movimento la BMW fa dimenticare buona parte
della sua notevole massa: non è la moto con cui si instaura un immediato
feeling, ma l'agilità è superiore alle aspettative. Merito dei nuovo telaio
e dei sistema Telelever all'anteriore: ci si muove bene anche nel traffico,
l'elasticità dei motore consente di riprendere da 1.000 giri spalancando
l'acceleratore in 6a marcia senza il minimo sussulto, la morbidezza dei
comandi rende la marcia poco affaticante; solo la larghezza dell'insieme
limita gli slalom più arditi. Sui tormentati pavè cittadini si apprezza
l'ottimo comportamento della sospensione anteriore che assorbe ogni asperità
senza dimostrarsi cedevole; altrettanto non si può dire per l'ammortizzatore
posteriore, rigido nella risposta e causa di saltellamenti sugli avvallamenti
ravvicinati. La strada aperta è il vero terreno di caccia per questa sport-tourer
e fa un certo effetto essere alla guida di una BMW -moto turistica per
eccellenza- e provare una sensazione di simile potenza. La spinta in accelerazione
è quasi violenta e solo la rapportatura piuttosto lunga non permette di
scendere a tempi più interessanti sui 400 m. Il limitatore, posto dopo
la zona rossa dei contagiri fissata a 9.000, impedisce un allungo ancora
più vigoroso. Questo motore ha delle caratteristiche di erogazione davvero
superiori: la regolarità è eccellente e, grazie anche all'interpolazione
di silent-bloc tra telaio e attacchi del motore, le vibrazioni sono praticamente
assenti. Solo una minima ruvidità è avvertibile tra i 4.000 e 5.000 giri:
per il resto, anche se il meglio esce oltre i 6.000 giri, l'erogazione
è piena su tutto l'arco di utilizzo senza spinte decise o buchi di sorta.
Si potrebbe forse obiettare una mancanza di carattere proprio per questo
comportamento da grossa turbina, ma i 130 cv dichiarati ci sono quasi
tutti e, quel che più conta, sono ben sfruttabili. Dell'originario progetto
"Kompact" è stata mantenuta la disposizione dei 4 cilindri in linea ruotati
di 90' rispetto all'asse longitudinale e distribuzione bialbero: un'unità
che si avvale dell'esperienza maturata in campo automobilistico (da cui
mutua diversi procedimenti costruttivi) e giunta alla soglia dei l. 171
cc grazie all'aumento della corsa da 70 a 75 mm, fermo restando l'alesaggio
di 70,5 mm. Numerosi interventi tecnici si sono resi necessari per l'adeguamento
alla potenza in gioco come il nuovo albero motore con masse ottimizzate
e le bielle alleggerite con perni su cuscinetti lisci. Le canne dei cilindri
hanno un riporto di carburo al nichel-silicio. Le 16 valvole sono azionate
da punterie a bicchiere con eliminazione delle tradizionali piastrine
di regolazione. Nuovo anche l'impianto di raffreddamento con 2 radiatori
ad azione differenziata a seconda delle temperature d'esercizio. Molto
ben studiato il sistema di evacuazione dell'aria calda che non infastidisce
più le gambe dei pilota. Ad un simile motore corrisponde una ciclistica
adeguata. Alla nuova K è stato dedicato un telaio in lega che costituisce
una spina dorsale con due travi posteriori discendenti. Il motore non
ha funzione portante come nella precedente serie K: si stabilisce così
un rigido collegamento tra i sistemi di conduzione della ruota anteriore
(il braccio longitudinale dei sistema Telelever) e posteriore (l'attacco
dell'ammortizzatore posteriore dei Paralever) a vantaggio della rigidità
torsionale e precisione di guida. Le differenze di guidabilità e stabilità
con la precedente K1100 sono così abissali. Sul dritto la nuova RS non
si muove di un mm e solo oltre i 220 km/h si nota un alleggerimento che
rende la moto più sensibile al vento laterale o ad eventuali giunture
dell'asfalto. La protezione aerodinamica è decorosa fino a 130 km/h oltre
è meglio alzare il plexiglass anche se braccia e spalle rimangono comunque
esposti all'azione dell'aria. Per contro le gambe sono ben protette dalla
forma della carenatura. Moto da veloci trasferimenti e da grandi curvoni,
la BMW esibisce una notevole stabilità con inserimenti precisi e sicuri:
l'avantreno trasmette la massima sicurezza, si scende in piega nella traiettoria
voluta con facilità, non si innescano ondeggiamenti e anche qualche decisa
correzione di freno viene digerita senza preoccupanti tendenze al raddrizzamento.
Sul misto stretto entra in gioco il peso della moto: pur mantenendo una
buona agilità, la K1200 non è un fulmine nei cambi di direzione dove va
accompagnata per vincere un'inevitabile inerzia. Le gomme Dunlop hanno
dimostrato un comportamento a volte disomogeneo, con la posteriore spesso
scivolosa in uscita di curva: avendo apprezzato queste gomme su altre
moto, siamo propensi nell'attribuire questi episodi a un non felicissimo
comportamento della sospensione posteriore che, in certe situazioni, non
garantisce la necessaria aderenza dei pneumatico. Un buon compromesso
l'abbiamo ottenuto con 2 scatti di precarico molla (su 7 previsti) e 1
giro e 1/2 di freno in estensione (su 4 previsti, partendo dalla posizione
di tutto rilasciato). Anteriormente nessun problema anche con la regolazione
standard: apprezzabile l'effetto anti-dive offerto dal cinematismo della
sospensione Telelever che impedisce bruschi affondamenti nelle staccate
al limite. Un effetto maggiormente apprezzabile quando la sospensione
posteriore tende a far saltellare la ruota in frenata. Inoltre l'ammortizzatore
di sterzo contribuisce ad una maggiore precisione dell'avantreno. I freni
sono quelli della K1100 con sistema ABS: potenti e modulabili, reggono
anche agli sforzi prolungati. Per la prima volta la BMW monta un cambio
a 6 marce e il comando idraulico della frizione. Anche in questo caso
il miglioramento è netto in termini di manovrabilità e precisione: peccato
solo che i rapporti siano un po' lunghi, specie in 5a e 6a, limitando
le performance in ripresa. E infine il solito sguardo ai consumi: le prestazioni
si pagano e se si esagera con il gas la RS presenta un conto salato.
PREGI . estetica personale
. potenza e coppia motore
. tenuta e stabilità
. sospensione anteriore
. frenata potente
. assenza vibrazioni
DIFETTI . sospensione posteriore rigida e con poca escursione
. peso elevato
. posizione di guida migliorabile
. prezzo elevato
. comandi elettrici poco intuitivi
.consumi elevati