Prof. Giuseppe Massara
Docente e Responsabile del Laboratorio
di Posturologia ed Ergonomia I.U.S.M.
(Istituto Universitario di Scienze Motorie)
Roma
Direttore Scientifico E.P.S.A.
(Ergonomics and Postural Study Agency)
Postura ed ergonomia nellevoluzione delluomo
La postura va intesa come un complesso sistema multimodale
in cui interagiscono un insieme di variabili, di carattere tonico-emozionale,
anatomico e biomeccanico. Lalterazione posturale può originare
da disturbi percettivo-cognitivi associati ad insufficiente controllo
antigravitario dei propri segmenti corporei, oppure ad errati automatismi
posturali assimilati nel tempo per assunzione di posizioni scorrette in
soggetti ipocinetici e pertanto privi delle necessarie esperienze corporee,
o da turbe dello sviluppo muscolo-scheletrico con alterazioni strutturate
del rachide o dellappoggio bipodalico; in ogni caso il risultato
finale è quello di un "accomodamento posturale-motorio-comportamentale".
Secondo Gagey e Marucchi, studiosi dellIstituto di Posturologia
di Parigi, la regolazione automatica e fine della posizione del soggetto
si basa essenzialmente sulla elaborazione delle informazioni provenienti
da esocaptori (vista, vestibolo, piedi) e da endocaptori (oculomotricità,
rachide).
Risulta quindi evidente che la ricerca scientifica sulla postura necessita
di un approccio realmente multidisciplinare: la posturologia come scienza
si avvale del contributo originale di diverse discipline (bio-ingegneria,
neuro-psico-fisiologia, vestibologia, ortopedia, cinesiologia,
) che si occupano del problema della postura secondo i principi
dottrinari che sono loro propri.
Lergonomia analizza la struttura anatomica delluomo nel rapporto
di interfaccia tra questi e le strutture dellambiente in cui vive
ed opera; nella ricerca di soluzioni ai vari e numerosi problemi connessi
a tale rapporto, gli studi ergonomici mirano a conciliare le esigenze
di postura e movimento, in ambito lavorativo e nella normale vita di relazione,
con quelle imposte dalla fisiologia articolare delle strutture corporee,
tutto ciò in un contesto di ampia visione dinsieme non disgiunta
dallattenta valutazione dellaspetto evolutivo della postura
umana.
La visione antropocentrica del mondo naturale ci porta a considerare "normale"
lattuale postura umana, ma bisogna ricordare che la verticalità
totale, sviluppata dalluomo in ambiente terricolo, rappresenta uno
stadio evolutivo raggiunto in tempi che, su scala geologica, sono molto
piccoli ed insufficienti a stabilizzare una nuova situazione posturale.
A tale scelta posturale (verticalità) può attribuirsi il
meccanismo selettivo responsabile delle profonde modificazioni nella struttura
dello scheletro del tronco, della testa e degli arti, con particolare
riferimento ai piedi, che caratterizzano lattuale morfologia umana
e che incidono notevolmente sia sul controllo neurologico della postura
, che sui meccanismi di adattamento inerenti lapparato scheletrico.
Nel passaggio dalla posizione quadrupedica alla verticale, lasse
longitudinale della colonna vertebrale ruota di 90° rispetto alla
direzione della forza di gravità, pertanto questultima non
agisce più perpendicolarmente allasse longitudinale del corpo,
ma diviene ad esso parallela; in questa nuova situazione diventa massima
la pressione selettiva su ogni struttura intervertebrale ed in modo particolare
sui dischi, ma anche la coxo-femorale risulta particolarmente sollecitata
e soprattutto la complessa architettura elicoidale del piede, nonché
lapparato vascolare degli arti inferiori. Ecco perché la
postura eretta, oltre linstabilità dellequilibrio,
è una postura faticosa che richiede un elevato consumo di energia
anche in condizioni di riposo e, se protratta a lungo, può essere
causa di disturbi a livello della circolazione degli arti inferiori e
della regione lombo-pelvica.
Nella più alta percentuale dei casi, le distonie posturali hanno
una priorità ascendente ed il piede, importante organo di senso
oltre che di moto, assume un ruolo essenziale nella riorganizzazione posturale:
mediante la correzione degli appoggi errati, e quindi delle forze di reazione
al suolo, la equa distribuzione dei carichi e la normalizzazione della
linea baricentrica durante lo svolgimento del passo.
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