Dr. Luca De Ponti
Specialista in Ortopedia e traumatologia
Fondatore dello “ Studio Biomedico di Milano”
Il Nuovo Plantare AMFIT “BIOSPORT”

L’ATTIVITA’ SPORTIVA IMPLICA UNA MAGGIORE SOLLECITAZIONE DEL PIEDE: I PIEDI DEGLI ATLETI POSSONO INVECCHIARE PIU’ IN FRETTA. PERCHE’ PUO’ ESSERE UTILE UN GREZZO STUDIATO CON DENSITA’ DIFFERENZIATE. ECCO COME LO ABBIAMO REALIZZATO IDENTIFICANDO TRE ZONE CON DIVERSE PORTANZE. IL GREZZO COSI’ OTTENUTO E’ STATO DENOMINATO “BIOSPORT”. IN REALTA’ QUESTA REALIZZAZIONE PUO’ ESSERE VALIDA ANCHE PER UTILIZZI DIVERSI DA QUELLICTIPICAMENTE SPORTIVI.

CORRERE, SALTARE, BALZARE VUOL DIRE UN CARICO MAGGIORE
Le attività sportive più praticate coinvolgono il gesto motorio della corsa e molte di esse il salto , dal calcio alla pallavolo, dal basket al tennis e poi tutte le discipline dell’atletica prevedono un corpo che si sposta rapidamente aumentando la sua energia cinetica. Questo aumento di carico sulla superficie di appoggio varia di molto in relazione al gesto tecnico ma già se parliamo di semplice corsa dobbiamo moltiplicare il peso del corpo per tre e quindi in un soggetto di settanta chili il piede sopporta un carico di oltre duecento.
Se poi questo carico lo moltiplichiamo per tutte le volte che il piede trova contatto con il terreno ci rendiamo conto dell’incredibile resistenza delle strutture anatomiche in natura.

UN’ORTESI TECNICA
Date le premesse chi non pensa che possa essere utile un aiuto per il piede? Mi sembra assolutamente giustificato che il carico venga ad essere distribuito in modo ottimale sulla superficie di appoggio preservando quelle sede anatomiche più esposte ad usura come strutture miotendinee e capsule legamentose.
A questo scopo l’ortesi plantare può essere a giusta ragione vista come un mezzo per risolvere patologie tipiche dell’attività sportiva ma anche come un mezzo tecnico di prevenzione. Questo concetto non è ancora entrato nella cultura comune per motivi che riassumerei in breve:
diffidenza per la possibilità di rendere l’appoggio “innaturale”
idea di una possibilità di “rifiuto” da parte dell’atleta per difficoltà di adattamento a causa di inadeguatezze realizzative
possibilità di provocare “altri problemi” nel tentativo di risolverne alcuni.
supposte alterazioni della sensibilità propriocettiva
difficoltà di calzata per un ingombro eccessivo all’interno della calzatura
Certo di queste considerazioni non sono “storicamente” prive di fondamento in quanto realizzazioni approssimative e con materiali poco evoluti hanno portato ad insuccessi frequenti così da creare una certa diffidenza.
Anche il medico pare ricorrere ad una prescrizione ortesica solo allorquando vi è costretto da una patologia ben definita pensando comunque ad un rimedio temporaneo.
Far diventare invece un plantare un sussidio tecnico a migliorare l’efficienza motoria è un impresa da non poco che coinvolge la professionalità di tutti gli operanti del settore.
Avere la possibilità di usare AMFIT oggi vuol dire avere l’opportunità di guidare una Formula1, purtroppo non vuol dire essere Schumacher e quindi bisogna diventare nel tempo , con applicazione e pazienza bravi piloti accontendandosi all’inizio di essere dei bravi…..tassisti che non fanno ribaltare la vettura.
Questa similitudine è importante perché nell’atleta una correzione inadeguata è rilevata all’ennesima potenza rispetto all’utente normale e può innescare una serie di correzioni empiriche che non portano comunque al risultato desiderato.

COME NASCE “BIOSPORT”
Nella filosofia di migliorare e di differenziare i prodotto Molinari ha voluto pensare a qualcosa proprio per lo sportivo dove comfort e rigorosità correttiva sono due elementi irrinunciabili. Si è pensato così di studiare tre aree del grezzo con EVA a diversa portanza (spinta verso l’alto che il materiale oppone alla nostra sollecitazione).

A) Un’area posteriore a media portanza allo scopo di assorbire al meglio l’impatto con il terreno per una deformazione contenuta.
B) Un’area che definiremo a sette rovesciato con portanza elevata per contrastare al meglio gli effetti del movimento di pronazione e fornire un sostegno retrocapitato a livello metatarsale.
C) Un’area anteriore a bassa portanza per un migliore effetto antitraumatico a livello delle articolazioni metatarso falange e favorente inoltre la flessibilità.

Data la forma anatomica di questi grezzi, studiata anche in funzione dei rapporti scheletrici, è importante il rispetto dei numeri dei grezzi in relazione alla lunghezza del piede. In pratica si consiglia di non usare un grezzo 46 per un piede 42 in quanto verrebbe falsato il rapporto tra le aree a potenza diversa.

UTILIZZI DIVERSI DI “BIOSPORT”
Casi del piede piatto o comunque di eccesso del movimento di pronazione, metatarsalgie, talalgie, trovano una valida soluzione nell’uso dei grezzi con la tipologia “biosport”.
Il criterio con cui è concepito questo grezzo è comunque valido anche per uso non sportivo in soggetti che camminano molto e che stanno a lungo in piedi per motivi professionali (camerieri, operai, negozianti ad esempio).
La migliore risposta in relazione all’utilizzo di questa soluzione la vedremo comunque nel tempo dopo almeno un anno di realizzazioni ortesiche.