Dott.ssa Maria Conforti
Spec in Fisioterapia
Spec. in Medicina dello Sport
Bergamo
Maleallineamenti dell'arto inferiore in atleti e rischio di sovraccarico

E' nota la responsabilità eziologica di diversi maleallinementi anatomici e funzionali dell'arto inferiore nell'insorgenza di problemi di "sovraccarico".
Secondo varie statistiche si riconosce dal 35 al 45% di corresponsabilità di tali fattori intrinseci nella insorgenza di patologie.
Le più comuni malattie da "overuse" sono tendiniti d'Achille , periostiti tibiali,fasciti plantari,talloniti,sindromi della bendelletta ileo-tibiale o della zampa d'oca,tendiniti del bicipite femorale specie al capo lungo.
Per definire un danno come patologia da sovraccarico occorre che l'esordio sia insidioso,che l'atleta svolga un allenamento settimanale opportuno e che abbia una esperienza come corridore cioè che corra regolarmente da almeno tre anni.
Non deve sussistere, nei giorni precedenti all'inizio della malattia,un evento acuto traumatico,o un variazione quali-quantitativa troppo intensa nelle sedute di training.
Il dolore al distretto anatomico generalmente induce un rallentamento dei ritmi di lavoro ,un minor carico o ,più raramente uno stop assoluto.
Per attribuire una responsabilità statistica ai diversi dismorfismi occorre standardizzare ogni parametro :età,sesso,altezza ,peso,livello antecedente e attuale di allenamento con chilometraggio settimanale,numero di scarpe usate e la loro alternanza negli allenamenti ,durata e qualità delle stesse ,terreni di allenamento.
Occorre ,inoltre, misurare in modo preciso i 5 parametri di cui si mantengono le abbrev. anglosassoni:
AI = indice dell'arco plantare.
Si misura con il soggetto in piedi e risulta dal rapporto tra l'altezza del navicolare rispetto alla lungh del piede.
La tuberosità del navicolare è segnata nel punto di mezzo e,da questo si traccia la perpendicolare al suolo; la lunghezza del piede si misura dal punto più posteriore del calcagno al punto medio della prima articol metatarso-falangea.
HV = valgo del tallone .
Si misura con soggetto prono e con i piedi sporgenti dal lettino ,con posizione neutra dell'articolaz subtalare.Si disegna una linea verticale lungo il calcagno posteriore e una linea lungo l'asse verticale dell'arto infer parallelo alla prima linea calcaneale.Con il soggetto in ortostasi, si misura con il goniometro,
l'angolo formato tra la verticale della gamba e del calcagno.
Numeri positivi indicano valgismo(normale fino a 7° ) e numeri negativi indicano varismo.
TSA = angolo tubercolo-solco .
Si misura a paziente seduto con ginocchia flesse a 90°.
Si traccia una linea orizzontale nel piano frontale attraverso i condili mediale e laterale del femore e poi una verticale perpendicolare alla linea orizzontale attraverso il centro della rotula. Una terza linea era poi tracciata dal centro della rotula al centro del tubercolo tibiale. L'angolo formato tra la linea verticale e questa linea si registra come TSA.
KV = valgismo del ginocchio .
Si misura col metodo Mongomery .In piedi il paziente mette i piede ravvicinati e ,se i malleoli mediali si toccano prima dei condili femorali, si misura la distanza intercondiloidea come varo del ginocchio;se si toccano prima i condili femorali , si misura la distanza intermalleolare come valgismo.
LLD = differenza di lunghezza delle gambe
Data dalla misura della più lunga meno la lungh della più corta.
Si misura a soggetto supino dalla spina iliaca antero-superiore al contorno inferiore del malleolo mediale.
Solo con una precisa visita che evidenzi la presenza di maleallineamenti si possono mettere in relazione danni da sovraccarico segmentario e dare consigli o fornire ortesi come il plantare a fini preventivi.
Diversi studi concludono che problemi di ischio-crurali si correlano più con lunghe distanze e con piede cavo.
L'insorgenza di talloniti si correla con il ritmo lento del passo e con il sovrappeso.
La comparsa di periostiti tibiali si correla con allenamenti contenenti molto interval- training.
I problemi di lombalgia o di peristite tibiale con la corsa sull'asfalto e con la presenza di dismetrie e con piede cavo-varo.
In particolare l'uso di un plantare compensativo nell'atleta adulto ,che settimanalmente si dedica alla corsa, può prevenire l'insorgenza di patologia da sovraccarico.
Il medico visitatore,d'altra parte, deve individuare precisamente la responsabilità dei maleallineamenti congeniti o acquisiti per prescrivere idonee e adeguate ortesi e/o terapie e consigli sull'allenamento.