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D'accordo, la velocità non è tutto in una moto, resta
il fatto però che l'Hayabusa regala grandi emozioni alla guida. Sul veloce
è imbattibile e sul misto se la cava ugualmente bene nonostante non sia
leggerissima. E' costruita molto bene, rappresenta una "esercitazione
tecnica" di riferimento e ha infranto il muro dei 10" nei 400 metri e
la barriera dei 300 km/h.
Se la curiosità vi spinge ad andare a vedere questa moto
dal concessionario, entrate e provate (se il titolare ve lo consente)
a girare la chiave d'accensione. Anche solo per un attimo e senza avviare
il motore, le spie si accenderanno trasformando il cruscotto in un albero
di Natale, mentre i due aghi principali faranno una breve escursione fino
al valore massimo, per poi ridiscendere velocemente fino allo zero.
E' un test di controllo, ma anche un colpo al cuore perché la lancetta
della velocità arriva a fondoscala, a quota 340 km/h. [...]
Abbiamo
raggiunto i 305 km/h reali, che corrispondono ai 340 e oltre indicati.
[...] Torniamo a noi, quindi, a questa sportiva gonfia e muscolosa più
che mai. La Hayabusa, infatti, non è una semplice SportTouring da 300
all'ora. [...] Ha un assetto più "cattivo", caricato sui polsi per via
della sella piuttosto alta e dei manubri che sono bassi. Le pedane sono
vicine e le ginocchia ne soffrono un po', il cupolino è molto schiacciato
e ripara poco o niente. Per assurdo, la Hayabusa sembra una GSX-R 750
"lievitata" a colpi di steroidi, come un corpo gonfio di muscoli
artificiali. [...] Sulla Hayabusa si ha la sensazione di stare appollaiati
in groppa a un "animale" da corsa, rigido e con la ruota davanti che sembra
subito lì. [...] L'assetto della Suzuki sembra nato per la pista [...]
Hayabusa e Blackbird si interfacciano allo stesso modo e interpretano
in maniera diametralmente opposta il tema della velocità. L'unico aspetto
che le accomuna davvero è la forma aerodinamica, con quel muso a punta
che serve a tenere ben schiacciato a terra l'avantreno. Se non avesse
un simile profilo, le moto non potrebbero raggiungere velocità così elevate
e, soprattutto, non potrebbero rimanere così stabili. [...] La Hayabusa
ha una ciclistica da "corsa", messa in bella evidenza e non parzialmente
oscurata da sovrastrutture, con un telaio dalle quote più compatte (circa
1° in meno di cannotto di sterzo e 5 mm di interasse), assistito da una
forcella rovesciata. [...] Questa soluzione porta maggiore rigidità e
precisione all'avantreno, che trova conferma anche al posteriore della
Suzuki grazie ad una capriata di irrigidimento di dimensioni pazzesche.
[...] In più la forcella della Hayabusa è completamente regolabile. [...]
Questo la dice lunga sul carattere della Hayabusa. [...] Insomma, avete
capito, questi due "missili" (Suzuki e Honda) hanno lo stesso potenziale
ma sono molto diversi. Una punta sull'aerodinamica e sulla fruibilità,
l'altra sulla potenza pura. Anche le "voci" dei motori confermano la diversa
estrazione: la Honda sibila come tutte le quattro cilindri giapponesi,
la Suzuki invece ha un timbro più roco, più gutturale, dato dalla cilindrata
di maggiore cubatura, che fa sentire tutta la sua sostanza. Sulla carta
sono "solo" 296 cc di vantaggio per la GSX 1300 R, ma quando si spalanca
il gas il cuore batte cento volte più forte. Poche storie, la Suzuki va
da far paura, molto di più della Honda che, al confronto, sembra una moto
depotenziata. Al banco ci sono quasi 25 CV di differenza per percorrere
400 metri da fermo la Hayabusa ci mette mezzo secondo in meno ma, soprattutto,
a 2.000 metri esce a 30 km/h più veloce! Una differenza abissale. [...]
Non si impenna, sembra zavorrata sull'anteriore, e proietta in avanti
il pilota in modo efficace bloccandogli il respiro per qualche attimo.
[...] La Suzuki è feroce, bestiale ed è una bomba. Pensate: a 6.000 giri
la Hayabusa scarica a terra qualcosa come 100 CV, quando allo stesso regime
la mitica Yamaha YZF-R1 ne trasmette solo 75. Non vi basta per capire?
A 8.000 giri la Hayabusa "vomita" sull'asfalto 145 CV, la R1
appena 109. [...] Provate la moto, provate a rimanere attaccati ai manubri
quando la lancetta del contagiri sale, e poi ne riparliamo. E non serve
farla salire poi tanto, perché con quasi 1.300 cc c'è potenza da vendere
ovunque. A ogni regime. E' una potenza mostruosa da gestire. Eppure viene
scaricata a terra in modo facile e ed esemplare. Basta accarezzare l'acceleratore
per fare buone andature nei percorsi guidati e non serve tirare le marce.
Non serve sentire il motore urlare come in sella a tutte le quattro cilindri.
La Hayabusa è come un lottatore di pesi massimi: c'è chi è più agile,
ma se ti prende, ti schiaccia. In sostanza, se usata con "cura", la Hayabusa
regala grandi soddisfazioni perché non è un "camion" da manovrare e perché
ha una riserva di potenza che nessun'altra moto possiede. [...] Il cambio
è ottimo e asseconda qualsiasi maltrattamento: anche nelle cambiate più
veloci non fa il minimo cenno di rifiuto. E la trasmissione non ha giochi.
Solo la frizione può andare in crisi se si provano continue accelerazioni
da fermo, perché ha un limitatore di coppia che trasmette il moto in modo
un poco brusco. Ma ci riferiamo a casi limite, ovvero le nostre prove
sui 400 metri da fermo, e non certo la guida normale. E vediamola allora
questa guida. [...] E' rigida, sia di telaio sia di sospensioni, e questo
lo si avverte sin dal primo metro. Nonostante i manubri siano vincolati
alle piastre da attacchi su silentblock la presa di contatto è "granitica".
La moto è molto larga, ma questo non disturba più di tanto. [...] La Honda
risponde un po' più lentamente agli ordini, in special modo quando si
vuole cambiare direzione, eppure è nettamente più facile, più naturale.
Al primo approccio sembra una 600 rispetto alla Hayabusa: guizza fra le
gambe quando si accelera con più disinvoltura. E' una Honda, non si scappa,
poiché sembra di conoscerla da tempo, di averla guidata da sempre: ci
sali e vai. Tutto è al posto giusto e qualsiasi reazione sembra frutto
di un riflesso incondizionato. [...] Guardando lo strumento ci si può
spaventare, eppure la moto corre dritta come su un binario. La Suzuki
invece reagisce in modo più spigoloso, più sportivo. Ha più carattere,
se si vuole, anche se certamente è meno versatile. [...] Ma attenzione,
se la prendi con forza lei ti risponde con un cenno sempre più forte.
Non c'è storia: è lei che comanda. E' lei che ti strattona, che ti coinvolge
con la sua esuberanza che prevale su tutto. Non è lenta, però, e sul misto
si guida, eccome: scende rapida nel primo inserimento e si avverte il
peso solo quando bisogna rialzarla per un rapido cambio di direzione,
ma nel complesso è agile. E se si considera la mole e l'ingombro, risulta
molto agile. Non è, insomma, una moto che allarga la traiettoria, che
non invita a curvare in scioltezza, una moto fatta principalmente per
coprire la distanza casello-casello nel più breve tempo possibile. E'
una sportiva vera, solo che è maggiorata. E quello che conquista è il
suo avantreno: si "pianta" in curva dove lo metti e rimane lì come un
binario. Con un appoggio dei genere si può osare, ci si sente sicuri,
a patto di assecondare la guida con buoni muscoli e con rapidi movimenti
dei corpo. Ci siamo ritrovati a percorrere curvoni veloci senza il minimo
pensiero, senza il minimo timore. [...] la Suzuki è una vera libidine
da custodire gelosamente nel box. E' una tigre da tenere nel proprio recinto,
ma non è alla portata di tutti. Il solo pensiero di averla, però, eccita
enormemente. Lo stesso metro di giudizio vale per le sospensioni: la Suzuki
è rigida, poco confortevole, mentre la Honda incassa con maggiore facilità.
La prima, per assurdo, sembra una sedia da cucina in formica, la seconda
ricorda quasi una poltrona da salotto. Con la Suzuki si sentono i granellini
sull'asfalto, si avvertono le giunture e i tombini con colpi secchi ai
polsi, con la Honda molto meno. Però se l'aderenza è quella giusta la
Hayabusa mantiene quella coerenza d'assetto che consente di andar forte
senza il minimo timore, mentre la Honda tende al beccheggio con evidenti
spostamenti di carico in decelerazione e, pur se poco, accenna a un minimo
pendolamento (un rollio, per rimanere in ambito aeronautico) sul veloce.
La Suzuki è più precisa, più stabile: non fa una piega neanche in quei
curvoni da oltre 200 km/h e chiunque, ripetiamo chiunque, è in grado di
spingerla alla massima velocità. A 300 km/h non oscilla, non si alleggerisce
e rimane inchiodata come su un binario. Non è un arma impropria quindi,
prestazioni a parte, bisogna solo avere un collo come quello di Tyson
per resistere alla pressione dell'aria che si genera a quelle andature.
D'accordo, non si possono fare tanti chilometri a questa velocità, ma
alzi la mano chi, in sella a questa moto, non vorrebbe provare a sentire
il fine-corsa dei l'acceleratore? Torniamo in noi: la sensazione di peso
(siamo ben oltre i 230 kg) si avverte su entrambe le moto, ma questo disturba
solo da fermo perché in movimento scompare. Cambia la distribuzione dei
pesi, invece: la Hayabusa sembra più piantata per terra sull'anteriore
poiché ha un avantreno più solido, più stagno. Ha un inserimento in curva
più rapido, abbiamo detto, ma quando c'è da rissolevarla, per inclinare
la moto dalla parte opposta, appare più imponente. Ci vuole più forza,
mentre la Honda si fa dominare con minor impegno. L'abbiamo detto, la
CBR è più "normale", più naturale. Passiamo ai freni. La Honda ha un sistema
molto particolare: si chiama Dual CBS e ripartisce l'azione frenante sui
due assi, indipendentemente dal freno che si aziona. [...] Il feeling
non è corretto poiché c'è sempre un "intermediario", e in questo caso
non si parla di elettronica o di sistemi ABS per evitare bloccaggi. [...]
La Suzuki invece ha un impianto classico, che non nasconde misteri, e
che si rivela potente e modulabile quando realmente serve. Si è solo allungato
un po' l'anteriore per affaticamento alla fine di ripetuti test di accelerazione
per rientrare nella base dei 2.500 metri della pista di Cameri. La leva
ha preso molto gioco, ma dubitiamo che nell'uso normale si possa verificare
lo stesso inconveniente.
PREGI
. prestazioni strepitose
. stabilità sul veloce
. erpgazione della potenza
. frenata
DIFETTI
. ridotto riparo aerodinamico
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